CUCINA
MEDIEVALE
Era differente da quella degli etruschi e dei
romani che erano soliti fare la cucina "compatta" in
cui dominavano le carni macinate , le polpette, i bolliti
e i ripieni, perché erano cibi facilmente digeribili
dal momento che erano soliti mangiare sdraiati sul triclinio.
In epoca
medioevale, invece, gli ospiti cominciarono a consumare
i pasti in un atteggiamento più eretto, sugli sgabelli
prima e sulle panche successivamente.. Infatti, cambiando
la posizione a tavola, anche la cucina, in questo periodo
subisce delle trasformazioni. La tavola diventa sobria
e si pensa di più all'addobbo, al centro di essa vi
era un piatto pieno di carni di vari tipi, da cui gli
ospiti prendevano il cibo servendosi con le mani, vi
erano i piatti, i bicchieri di coccio e solamente il
coltello per tagliare le carni; in seguito sulla tavola
comparirà la " forzina", forchetta a due punte di legno.
Il tovagliolo veniva posto sulla spalla sinistra in
modo che prendendolo con la mano destra potessero afferrarlo
rapidamente per pulirsi la bocca.
L' alimentazione delle classi meno agiate era costituita
da minestre di cereali e legumi e da un larga fetta
di pane condita con salse povere di grassi , proteine
e vitamine( cioè: il companatico- cum pane) I ricchi
erano soliti mangiare grossa selvaggina costituita da
caprioli, cervi, e perfino orsi, evitando gli animali
domestici; da qui l'utilizzo sempre più frequente di
salse aromatiche e spezziate che servivano ad attutire
il gusto il gusto e l'odore dei cibi che, in mancanza
della refrigerazione, erano destinati irrimediabilmente
alla putrefazione.
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Consumare le spezie nel medioevo equivaleva appartenere
ad un ceto sociale abbiente, anche i vini venivano speziati
con le erbe. Il vino, infatti, era torbido e pertanto
veniva annacquato e reso più gradevole attraverso questi
aromi. I Romani usavano il miele per addolcirlo, soprattutto
quello che accompagnava gli antipasti, questo uso necessario
per camuffare odori e sapori gradevoli è una consuetudine
molta antica che proseguirà fino a tutto il tardo Rinascimento,
allo scopo di attenuare l'acidità. Alla fine di ogni
pasto si usava di solito consumare, allo scopo di facilitare
la digestione ed attivare la funzionalità del fegato,
tisane a base di erbe( anice, alloro.. )che venivano
messe a bollire con l'acqua per circa 10 min. e, prima
di setacciarla si lasciavano freddare, l'acqua della
loro decozione veniva poi bevuta. Anche per quanto riguarda
l'olio utilizzato in cucina risale al IV sec. a. C.
, molte erano le salse che veniva preparate con questo.
RICETTE:
" Crostini di pane con fichi e secchi e formaggio fresco"
" Bocconcini di cinghiale"
"Lepre con insalatina campagnola" "Fagiano in ciantelloni"
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