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| Caratteristiche
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TUBER MAGNATUM
PICO (Regione dell'Umbria) |
| I
giudizi dei personaggi famosi |
Camillo
Benso Conte di Cavour si servì
del tartufo come mezzo diplomatico.
Gioacchino Rossini, noto intenditore
di cucina e anche raffinato cuoco, lo ebbe
a definire "Il Mozart dei funghi"
Il poeta inglese Byron lo teneva sul
tavolo di lavoro poichè convinto che
fosse particolarmente capace di persuadere
le Muse dell'ispirazione e della creatività
a collaborare
Alexandre Dumas lo definì il Sancta
Sanctorum della tavola |
Brillat-Savarin
"Fisiologia del Gusto"
SUI TARTUFI |
Chi dice Tartufo pronuncia una parola solenne
che suscita ricordi erotici e golosi nel sesso
che porta sottane e ricordi golosi ed erotici
nel sesso che porta le barba.
Tale onorevole duplicità deriva dal fatto
che questo prezioso tubero non solo ha fama
di essere delizioso al gusto, ma si crede
ch'esso aumenti un potere, l'esercizio del
quale è accompagnato dai più dolci piaceri.
L'origine del tartufo è sconosciuta: il tartufo
si trova, ma non si sa né come nasca, né come
vegeti. Gli uomini più abili se ne sono occupati;
credettero di aver scoperto il seme, promisero
che se ne sarebbero seminati a volontà. Sforzi
inutili! Promesse menzognere! La piantagione
non è mai stata seguita dalla raccolta, e
forse non è una gran disgrazia, perché, visto
che il prezzo è un po' basato sul capirccio,
forse si stimerebbero meno se se ne avesse
una gran quantità a buon prezzo. "Rallegratevi,
cara amica - dicevo un giorno alla signore
di V. - alla Società d'incoraggiamento è stato
presentato un telaio meccanico con cui si
faranno merletti stupendi che non costeranno
quasi nulla". "Eh!", mi rispose la bella signora
con uno sguardo di sovrana indifferenza "se
i merletti costeranno poco, credete che vorremo
portarli?"
I romani conoscevano i tartufi, ma pare che
non conoscessero la specie francese. Quelli
di cui si deliziavano provenivano dalla Grecia,
dall'Africa e soprattutto dalla Libia: erano
di una pasta vianca o rossastra e i tartufi
libici erano più ricercati come più fini e
di più squisito aroma. Verso il 1780, i tartufi
erano rari a Parigi: non se ne trovavano,
e pochi, che all'albergo degli Americani e
in quello di Provenza, e un tacchino tartufato
era un oggetto di lusso che si vedeva solo
sulla mensa di gran signori o in casa di qualche
mantenuta. Nel momento in scrifo (1825) la
gloria del tartufo è all'apogeo. Nessuno osa
dire di essere stato in un banchetto ove non
vi fosse almeno un piatto tartufato. Una portata,
per quanto buona, si presenta male se non
è arricchita coi tartufi. |
Plutarco:
L'origine dei tartufi |
Plutarco sosteneva il "Tubero" nasceva dall'azione
combinata dell'acqua, del calore e dei fulmini.
Simili teorie erano condivise o confutate
da Plinio, Giovenale, Marziale e Galeno.
Non essendo quindi ancora stabilita l'origine
dei tartufi, sia la scienza (ancor priva del
metodo sperimentale) sia la cultura popolare
ammantarono il tartufo di mistero tanto che
non si sapeva neppure classificarlo come pianta
o animale. |
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